mercoledì 26 maggio 2010

Impariamo a seminare le Plumerie

Erroneamente si pensa che sia cosa molto elementare mettere a germinare dei semi di questa o dell'altra pianta.

Ma che ci vuole! Basta recuperare un po' di terra, un vaso e lo si butta li... tanto prima o poi spunterà!

Salvo poi rimanere delusi nel non vedere spuntare nulla e allora dare la colpa a che vi ha venduto i semi... dicendo che erano vecchi!

Se osserviamo dei semi, vedremo che ogn'uno ha forme, composizione, struttura e caratteristiche diverse; questo non a caso, ma perché in milioni di anni la selezione naturale ha plasmato ogni singolo seme in modo tale da ottimizzarlo per le caratteristiche del suolo dove la pianta vive, le condizioni climatiche e le necessità chimiche per riprodursi quanto più possibile.

Vi faccio alcuni esempi:

gli eucalipti producono semi molto resinosi e coriacei che non germineranno per decenni se non sentiranno le condizioni giuste scritte nel loro DNA; sono in genere alberi d'alto fusto che crescono in zone in cui il sottobosco è colonizzato completamente da altre essenze che ne impedirebbero la riproduzione e allora bisogna riprodursi quando il suolo è libero.

In occasioni di incendi, il sottobosco si ripulisce completamente mentre gli eucalipti, molto resinosi, resistono bene al fuoco che è un fattore di morte per molte essenze, ma di vita per esso.

Proprio il fuoco, scioglie la resina che ricopre il seme e ne permette l'immediata  germinazione sul sottosuolo libero e per giunta concimato dalla cenere.

Anche molte conifere usano lo stesso stratagemma, tanto che in  molti parchi e boschi vengono appiccati degli incendi controllati per far germinare i semi caduti o nascosti dagli uccelli e scoiattoli nel sottobosco.

Vediamo il cappero che, come risaputo, cresce quasi esclusivamente su muri, rocce o comunque zone scoscese e calcaree.

Ma come poter mandare i semi sui muri?

Con le ali, ma non del cappero, ma degli uccelli, che attirati dalla dolcissima polpa dei frutti (tapini) ingoiano anche i semi che resistono indenni alla digestione e che poi vengono "seminati" per così dire, ricoperti di ottimo concime (guano), proprio nei posatoi: muri, anfratti fessure.

E potrei continuare all'infinito perché ogni seme ha le sue peculiarità.

Ma veniamo alle Plumerie.

Producono dei baccelli tipo quelli degli oleandri, che contengono qualche decina di semi dicotiledoni e "alati".

Il baccello rimane appeso alla pianta per molti mesi fin quando le temperature sono ottimali per la germinazione dei semi che va dai 28 ai 38°C.

Solo in questa occasione le fibre del baccello si tendono fino a farlo aprire a scatto lasciando "volare" qualche metro più in la i semi.

Ma l'aletta serve anche a fare in modo che il seme "atterri" di punta e si infili in qualche crepa del terreno arido su cui in genere crescono.

Tenendo bene in mente questa lunga premessa, quando seminiamo la qualsiasi, dobbiamo sempre documentarci su dove e come in natura si riproducono e cercare di riprodurne le condizioni quanto più possibile!

Per seminare le nostre Plumerie, prima di tutto procurarsi dei semi, da fonti serie perché la normale germinabilità del 70% scende notevolmente oltre il primo anno.

Inoltre non ha senso comprare semi di varietà specifiche, perché se i semi provengono da coltivazioni multi varietà, questi saranno sicuramente ibridati per cui le nasciture saranno degli incroci di diverse varietà; ma anche
se provenissero da la dove vi è solo una varietà, dai semi comunque non verrebbe fuori un clone ma comunque un esemplare che potrebbe variare perché presenti dei geni degli antenati o comunque mutabili.



Iniziamo col mettere i semi fra due fogli di carta assorbente che bagneremo completamente e
lasceremo a riposo per un giorno.




Solo adesso possiamo
seminare i semi reidratati e rigonfi.




Prepariamo del terriccio con
torba nera fine e agriperlite o sabbia in parti uguali e riempiamo il contenitore o i vasi da semina; bagniamo un giorno prima della semina.














Con un coltello da cucina
ora pratichiamo delle fessure dove poi infileremo il seme di punta e lasciando uscire "l'ala".





Non bisogna comprimere il
terriccio, ma basta riempire lo spazio attorno al seme con un filo di terriccio asciutto.




Infilati tutti i semi,
bagnare nuovamente con uno spruzzino e posizionare il tutto in luogo caldo e umido.

Quanto più costanti saranno le temperature, tanto più veloce sarà la germinazione che avviene fra i 6 e i 20gg.




Per germinare non necessitano della luce, per cui si può seminare anche al buio purché ci siano le temperature giuste.
Per mantenere l'umidità, bisogna spruzzare spesso o ricoprire il tutto con del cellophane.

Una volta germinati però, rimuovere subito la copertura ed esporre alla luce o al sole filtrato.


Le nuove plantule
cresceranno velocissime e in una sola estate sono in grado di raggiungere i 20cm.





Vanno ripicchettate ed invasate solo quando hanno almeno 2 palchi di foglie a parte i dicotiledoni che cadranno da sole.



Concimate solo dopo il ripicchettamento finale e con dosi leggere e continue.

Non aspettatevi fioriture prima dei 3 anni, ma in questo periodo la pianta crescerà rigogliosa e potrebbe anche raggiungere i 2 metri.

Chiaramente i semi che
vedete in foto sono gli stessi che trovate in vendita sul mio sito.


Buona semina a tutti.

martedì 4 maggio 2010

L'esperto risponde


Questa sezione nasce dietro suggerimento di alcuni di voi che mi contattano per suggerimenti su problematiche sulle loro amate Plumerie.
Postate quindi quì le vostre richieste e se volete allegare (sempre meglio) anche le foto della pianta per cui si chiede aiuto inviatele al mio indirizzo blog@plumeriashop.it
Le varie problematiche saranno sicuramente d'aiuto ad altri "malati" di plumerite!!!

Ciao Ezio,
Grazie per il blog, ci sono davvero tante cose interessanti e sei sempre così gentile con tutti e prezioso con le tue risposte.
Dopo averti scritto sabato (e anche un paio di settimane prima) tramite il cellulare e aver ricevuto il tuo consiglio ho deciso di inviarti un paio di foto per approfondire. Dopotutto si tratta di una Plumeria che ha 15 anni, la mia prima, che arriva direttamente dalla Polinesia dove mi sono innamorato di queste meravigliose piante. E tagliare mi fa paura!
Ma partiamo dall’inizio.
La pianta ora si presenta così, il ramo che vedi a destra è stato tagliato dove presentava marcescenza, ma probabilmente per stare tranquilli dovrei tagliare almeno sotto dove ho segnalato con la lettera “A”. La parte superiore non sta molto bene. Deve aver sofferto molto per questo strano inverno anche se era stata ricoverata dove è sempre stata.
(foto A)
La mia idea iniziale era di fare una talea con il ramo di sinistra (che sta bene) e lasciare quello che rimane nel vaso sperando che ricacci a dovere. Forse dalla talea del ramo di sinistra potrei avere una pianta dalla forma più equilibrata, ma se non radica bene e capita qualche inconveniente, potrei dover rinunciare non solo ai fiori che ha sempre fatto, ma magari a tutta la pianta. E questa cosa mi fa paura: ci sono molto affezionato!
Poi a mia mamma è venuta un’idea che ti sottopongo.
L’idea è quella di tagliare il ramo di destra sotto alla A, o comunque fino a che non vedo che è tutto sano e farne una talea, e di lasciare in vaso e radicata la parte di sinistra, riposizionata come nella foto B (a seguire) in un nuovo vaso e con un tutore che la sostenga.
(foto B)
Cosa ne dici ora che conosci per bene il caso? Che faccio?
Faccio la talea del ramo di sinistra e spero in una fantastica pianta dalla forma bellissima se va tutto bene o mi tengo una pianta con il tronco a “L” ma già radicata e in ripresa vegetativa (che magari mi fa i fiori anche quest’anno) e poi magari dalla talea del ramo di destra ne ottengo un’altra con rischi annessi e connessi ma salvo di sicuro la pianta di 15 anni?
Ho trattato comunque tutta la pianta con il Previcur in soluzione di 1 ml in un litro d’acqua, sperando di aver dosato bene.
Di te mi fido, e ti ringrazio in anticipo per i consigli che vorrai darmi. Se tu mi dici “taglia”, io taglio!
Sai che prima o poi verrò in Sicilia per invidiarti a più non posso per le Plumerie bellissime che avrai al vivaio!
Grazie!
Matteo (Bill) da Bologna.

Risposta

Le mamme hanno sempre ragione.
La cosa più sensata da fare è quella di tagliare completamente il ramo oramai monco e farne delle talee tagliando dove e come ho segnato. Ripulire dai monconi marci segnati a x e svasare la pianta, sgranare il pane di terra senza danneggiare le radici e rimetterla diritta nello stesso vaso e con terriccio nuovo. Basta inserire un tutore per fissarla in verticale e sembrerà nuova.
Se vuoi puoi sostituire il vaso con uno poco più largo ma non più profondo.

Fai attenzione però a segnare il lato da interrare delle talee di ramo, perché poi una svista e finiscono a testa in giù.... e chiaramente non radicano!
Nelle porzioni legnose, prima di metterle ad asciugare, fai delle incisioni longitudinali tutto attorno alla base, lunghe 5cm, con un cutter nuovo.

Questo aumenterà la possibilità di radicazione della parte vecchia.

Ti allego alcune foto esplicative:



 
 

Gli Sviluppi
La pianta rinvasata e potata come da tuoi consigli ed una delle due
talee che siamo riusciti a fare dal ramo tagliato. Per scaramanzia
le talee sono state invasate nei vasetti del tuo vivaio!
Ciao e grazie Matteo